Ciarforon 3640 m (Parete Nord)

La parete Nord del Ciarforon, la più conosciuta della montagna, almeno di vista perchè si presenta frontalmente dal vicino Rifugio Vittorio Emanuele II°, è caratterizzata da una bastionata rocciosa sostenente un muro di seracchi, mentre all'estrema destra, contro le rocce della cresta Nord-Ovest, vi è un canalino percorso dal più facile itinerario della parete. Itinerario molto frequentato per la comodità dell'accesso e per le difficoltà non eccessive: l'inclinazione media è di 45° con due tratti di 50°.

  • Accesso: Uscita Aosta Ovest Autostrada Torino-Aosta, Villeneuve, bivio per Valle Rhemes e Valsavaranche, Pont Valsavaranche
  • Partenza: Pont Valsavaranche 1960m
  • Dislivello: 1690m (772m+910m)
  • Difficoltà: AD+
  • Tempo di salita: 2h10'+5h
  • Periodo consigliato: Giugno-Settembre
  • Segnavia:
  • Cartografia: Fraternali editore 1:25.000 Valle Orco, Gran Paradiso n° 24; IGC 1:50.000 Il Parco Nazionale del Gran Paradiso n. 3; L'ESCURSIONISTA editore 1:25.000 Valle dell'Orco, Gran Paradiso, n° 14
  • Bibliografia: G. Berruto, Il Parco Nazionale del Gran Paradiso, n°3, Vol.2°, Ed. Istituto Geografico Centrale, Torino, 1981, itinerario n°G12, G16B
  • Punti Appoggio: Rifugio Vittorio Emanuele II°, tel. 0165-95920
  • Note :
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    Itinerario

    Primo giorno

    Dal piazzale di Pont Valsavaranche attraversare il ponte sul Savara e continuare verso Sud sul lungo pianoro, fino allo sbocco del vallone di Seiva. La mulattiera, superati alcuni fabbricati, piega a sinistra, iniziando una lunga serie di risvolte nel bosco che riveste la parte bassa della ripida sponda idrografica del predetto vallone di Seiva.

    Lasciato alle spalle il bosco, innalzarsi su una specie di ripiano, bello spettacolo sul Ciarforon e la Becca di Monciair. La traccia continua sulla destra con lunghe risvolte fino al rifugio Vittorio Emanuele II°2732m, visibile solo all'ultimo momento.

    Secondo giorno

    Dal rifugio puntare in direzione della vetta del Ciarforon lungo le morene che scendono dal ghiacciaio. Raggiunto il ghiacciaio di Moncorvè si aggirano un paio di evidenti crepacci e si è alla base della parete. Si risale il pendio sulla sinistra di uno sperone roccioso che divide la parte inferiore della parete nord fino alla sommità glaciale di quest' ultimo.

    Si supera la terminale e si affronta il pendio che si fa più ripido (150 m. 45°)fino a una strettoia, sulla destra di un seracco, variabile a seconda della stagione e degli anni, sovente ghiacciata.

    Passata la strettoia (20 m 50°/55°) sulla destra si segue il pendio sovrastante che si riapre fino a raggiungere la calotta sommitale (100 m 45°/50°).

    Discesa

    Scendere in doppia il pendio nevoso della calotta sommitale, quindi continuare la discesa lungo la cresta Nord-Est, un pò disarrampicando un pò in doppia (soste in loco) fino a giungere a un colletto a 3400m.

    Di qui proseguire la discesa lungo uno stretto e ripido imbuto sempre in doppia fino a raggiungere il colle di Montcorvè e di qui lungo il ghiacciaio tornare al Vittorio Emanuele o proseguire la discesa verso Pont Valsavaranche

     

    Foto 1986