Valle Orco

Il paesaggio della valle dell'Orco è quello tipico delle vallate glaciali dove è evidente l’azione modellatrice dei ghiacciai nel corso dei millenni. La Valle offre a tutti i visitatori la possibilità di svolgere passeggiate, escursioni ed itinerari alpinistici in qualsiasi stagione dell’anno. A 3 ore di cammino da Noasca attende la bellissima Casa Reale di Caccia del Gran Piano, restaurata dall'Ente Parco. A Ceresole Reale è stato recentemente inaugurato il Centro Visitatori "Homo et Ibex", dedicato al rapporto millenario tra il genere umano e lo stambecco (capra ibex) simbolo del Parco. A Ribordone nel complesso suggestivo del Santuario di Prascondù si trova invece il Centro Visitatori sulla Cultura Religiosa nelle valli del Parco.

Valle di Piantonetto

Vallone severo dominato dalle pareti strapiombanti del Becco di Valsoera e dei Becchi della Tribolazione, è caratterizzato alla sua testata dal bacino artificiale del Teleccio. Meta forse più per alpinisti che per escursionisti, merita comunque una visita per entrare in contatto con l'ambiente dell'alta montagna. Struttura di appoggio il rifugio Pontese.

Gran Piano di Noasca

Forse una delle zone meno conosciute e frequentate del Parco, il Gran Piano e le aree circostanti sono la meta ideale per chi desideri osservare branchi di camosci e stambecchi al pascolo. I prati verdeggianti sono ricchi di acque a tratti ricoperte dai bianchi piumetti degli eriofori. Una splendida traversata consente di raggiungere il Gran Piano partendo poco sotto il Colle del Nivolet, con una balconata continua sulla Valle Orco. Colle Sià Da Ceresole Reale una bella mulattiera sale fra boschi di larici e abeti verso il Colle Sià, che mette in comunicazione l'alta Valle dell'Orco con il solitario Vallone del Roc. Il percorso, molto panoramico sui bei ghiacciai delle Levanne, offre la possibilità di interessanti osservazioni degli animali del Parco.

Piano del Nivolet

E' uno dei più interessanti altopiani delle Alpi, sviluppandosi per oltre sei chilometri a 2500 metri di altezza. La zona è ricchissima di acqua: oltre ai numerosi laghetti, incastonati tra le rocce, la verde distesa di pascoli è percorsa dalla Dora di Nivolet che con i suoi meandri forma acquitrini e torbiere, ambienti ideali per la rana temporaria e per le molte specie di piante. Durante l’estate il Parco regolamenta l’afflusso delle auto lungo la strada che dal Lago Serrù conduce al Colle del Nivolet, per preservarne lo speciale habitat e offrirlo intatto a escursionisti e visitatori attenti.

 

 

 


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